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Aprire una ditta individuale: l'ordine che fa risparmiare

Aprire una ditta individuale: l'ordine che fa risparmiare

Quasi tutte le guide per aprire una ditta individuale sono elenchi: nome, AVS, registro di commercio, assicurazioni, IVA, conto bancario. Le voci sono corrette. Quello che manca è l’ordine – ed è proprio lì che nascono i costi.

Alcune cose costano se le fai troppo presto: un logo per un nome che non puoi usare, o un’iscrizione nel registro di commercio con uno scopo che un anno dopo non corrisponde più. Altre costano se le fai troppo tardi: l’AVS ti chiede i contributi arretrati e devi l’IVA anche su ricavi sui quali non l’hai mai fatturata. Questo articolo mette i passi in un ordine che evita entrambe le cose.

Passo 1: chiarire che cosa ti vincola

Prima di cercare un nome o di accettare un mandato, chiarisci due cose che non ti costano nulla, ma che possono bloccare tutto il resto.

Il tuo contratto di lavoro. Se inizi mentre sei ancora dipendente, resti vincolato all’obbligo di fedeltà. Finché dura il rapporto di lavoro non puoi svolgere lavoro retribuito per terzi se così facendo violi questo obbligo, in particolare se fai concorrenza al datore di lavoro (art. 321a cpv. 3 CO). Un’attività accessoria nello stesso settore, con la stessa clientela, rientra proprio in questo caso.

Dopo la fine del rapporto, un divieto di concorrenza vale solo se lo hai accettato per iscritto (art. 340 cpv. 1 CO). Inoltre è vincolante solo se avevi accesso alla clientela o a segreti d’affari e se il loro uso potrebbe causare un danno considerevole al datore di lavoro (art. 340 cpv. 2 CO). Dev’essere limitato in modo adeguato per luogo, tempo e oggetto, e può superare i tre anni solo in circostanze particolari (art. 340a CO). Rileggi il contratto tenendo conto di questi punti prima di contattare i primi clienti, non dopo.

Un’eventuale autorizzazione. La maggior parte delle attività si può avviare senza autorizzazione. I settori regolamentati sono pochi: alcuni dalla Confederazione – per esempio le professioni sanitarie, pedagogiche e sociali –, altri dai Cantoni, per esempio i trasporti, l’architettura e le professioni giuridiche. Se la tua professione ne fa parte, lo trovi nelle note informative sulle professioni regolamentate della SEFRI. Se ti serve un’autorizzazione, procurala prima del primo mandato, non in parallelo.

Passo 2: la forma giuridica, in breve

Questo articolo parte da una ditta individuale. Siccome la questione si pone comunque a chiunque si mette in proprio, ecco in breve che cosa distingue in linea di principio la ditta individuale dalla Sagl:

Ditta individualeSagl
Costituzionenessun atto costitutivo, cominci e bastaatto pubblico (art. 777 CO)
Capitalenessun minimo prescrittoalmeno CHF 20’000 (art. 773 CO)
Responsabilitàcon l’intero patrimonio privato e aziendalesolo il patrimonio sociale (art. 794 CO)
Registro di commercioobbligatorio da CHF 100’000 di cifra d’affari nell’ultimo esercizio, altrimenti facoltativola società nasce con l’iscrizione (art. 779 CO)
Contabilitàsotto CHF 500’000 di cifra d’affari solo entrate, uscite e situazione patrimoniale (art. 957 cpv. 2 CO)contabilità e rendiconto completi (art. 957 cpv. 1 CO)

Il punto più sottovalutato è la responsabilità: nella ditta individuale non c’è separazione tra te e la tua attività. I debiti dell’attività sono debiti tuoi.

Se e quando in futuro convenga passare a una Sagl dipende dal tuo utile, dal tuo rischio di responsabilità e dalla tua situazione fiscale. Una soglia fissa di cifra d’affari non esiste: per questo conviene farsi consigliare, invece di affidarsi a una regola empirica. Il confronto dettagliato di tutte le forme giuridiche si trova sul portale PMI della Confederazione: caratteristiche delle varie forme giuridiche.

Passo 3: il nome, verificato prima di usarlo

Il nome è il passo in cui un ordine sbagliato costa di più, perché su di esso si costruisce tutto il resto: logo, dominio, carta intestata, modello di fattura.

Il cognome deve esserci. Chi gestisce un’attività da solo deve formare l’elemento essenziale della ditta con il proprio cognome, con o senza nome (art. 945 cpv. 1 CO). Le aggiunte sono ammesse se descrivono l’attività o sono una denominazione di fantasia (art. 944 CO), ma nessuna può far pensare a una società. «Anna Rossi Webdesign» va bene, «Rossi & Partner» no. Pianifica il nome fin dall’inizio in modo che il cognome ci stia – anche se ti iscrivi al registro di commercio solo più tardi. Altrimenti, al momento dell’iscrizione, la tua attività si ritrova con un nome diverso da quello del logo e del sito web.

Zefix mostra che cosa è già iscritto. Nell’indice centrale delle ditte Zefix vedi gratuitamente quali ditte figurano nel registro di commercio. Per una verifica più approfondita sui nomi simili, l’Ufficio federale del registro di commercio raccomanda una ricerca di ditte, che svolge a pagamento. Entrambe le verifiche ti dicono però solo se il nome è già in uso, non se è ammissibile – questo lo esamina l’ufficio cantonale del registro di commercio.

L’iscrizione protegge meno di quanto si pensi. Una ditta individuale iscritta non può essere usata da nessun altro nello stesso luogo (art. 946 CO). In un altro luogo qualcuno può iscrivere lo stesso nome. Una Sagl, invece, deve distinguersi chiaramente da tutte le ditte già iscritte in Svizzera (art. 951 CO).

I marchi sono un registro a parte. Il registro di commercio non verifica i marchi. L’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI) precisa che è un errore credere che una ditta sia automaticamente protetta anche come marchio – e che l’iscrizione nel registro di commercio protegge solo il nome, non la veste grafica. Se qualcuno ha registrato il tuo nome come marchio, rischi di poterlo usare solo in modo limitato. L’IPI raccomanda quindi di verificare, prima dell’iscrizione, se nomi identici o simili sono già protetti come marchio.

Solo quando hai superato queste tre verifiche il nome è davvero tuo.

Passo 4: la tua presenza – adesso, non prima

Con un nome verificato puoi investire senza pagare due volte. Per cominciare bastano tre cose:

  • Un dominio proprio. Un indirizzo come anna@rossi-webdesign.ch fa tutt’altra impressione di un indirizzo e-mail gratuito. Se il nome è libero lo vedi su nic.ch, il gestore ufficiale dei domini .ch. Lì però non puoi registrarlo direttamente: lo fai tramite uno dei registrar elencati da nic.ch. Il momento migliore per controllare il dominio è insieme al nome, nel passo 3: un nome il cui dominio è già registrato spesso non è quello giusto già solo per questo.
  • Un logo semplice. All’inizio basta di solito il nome in un bel carattere tipografico. Un design elaborato può aspettare finché non saprai che volto ha davvero la tua attività.
  • Un sito web semplice. Per cominciare basta uno strumento che ti permette di creare il sito da solo, senza programmare. Ai tuoi clienti servono anzitutto offerta, prezzi e contatto – non un sito costato più di quanto ti abbiano reso i primi mandati.

Passo 5: la prima fattura

Ora viene il passo che molti mettono solo dopo la burocrazia: i primi mandati pagati. Sta qui perché il passo successivo lo presuppone.

Prima di fatturare il primo mandato conviene preparare tre cose:

  • Il prezzo. Il tuo stipendio da dipendente è il punto di partenza sbagliato, perché in proprio vacanze, malattia, assicurazioni sociali e ore non fatturabili sono a tuo carico. Come calcolarlo lo spiega l’articolo sulla tariffa oraria.
  • Il conto. Un conto aziendale separato non è un obbligo, ma dal primo pagamento è il modo più semplice per avere una contabilità in ordine.
  • La fattura stessa. Che cosa deve contenere una fattura svizzera, quale termine di pagamento è d’uso e quando puoi sollecitare lo trovi nell’articolo su fatturazione e solleciti.

Passo 6: l’affiliazione all’AVS

Se sei indipendente non lo decidi tu, ma la cassa di compensazione – caso per caso e in base alla situazione economica, non a ciò che c’è scritto nei tuoi contratti. Vuole vedere, tra l’altro, che ti presenti all’esterno con un nome tuo, che sopporti un rischio economico proprio e che lavori per più committenti. Chi riceve tutti i mandati dallo stesso committente viene di solito considerato dipendente.

Da qui l’ordine: le fatture a committenti diversi sono la prova che la cassa vuole vedere. Con queste ti annunci nei primi mesi di attività. Non aspettare comunque troppo, perché devi annunciarti anche senza che nessuno te lo chieda (art. 64 cpv. 5 LAVS), e i contributi vengono riscossi retroattivamente. Con quali importi devi fare i conti e quanto conviene accantonare lo trovi nell’articolo sui contributi AVS.

Passo 7: il registro di commercio – quando devi o quando vuoi

L’iscrizione diventa obbligatoria dopo il primo anno con CHF 100’000 di cifra d’affari. La legge si riferisce all’ultimo esercizio: chi esercita un’attività che nell’ultimo esercizio ha conseguito una cifra d’affari di almeno CHF 100’000 deve iscrivere la propria ditta individuale (art. 931 cpv. 1 CO). Ne sono esentati i liberi professionisti, a meno che non esercitino un’attività gestita in forma commerciale. Se l’esenzione vale per te, te lo dice l’ufficio del registro di commercio del tuo Cantone.

Su base volontaria è possibile in qualsiasi momento (art. 931 cpv. 3 CO). L’iscrizione è soggetta a un emolumento, protegge il tuo nome nel luogo della tua sede e con i nuovi clienti dà spesso un’immagine più seria.

Formulare lo scopo in modo abbastanza ampio. Con l’iscrizione viene registrato anche lo scopo della tua impresa (art. 38 ORC), e ogni modifica va anch’essa iscritta – con un emolumento ogni volta. Descrivi quindi il tuo campo d’attività, non solo il singolo servizio con cui cominci oggi: «Progettazione e sviluppo di siti web e consulenza in comunicazione digitale» resta valido più a lungo di «Realizzazione di siti web per ristoranti». Lo scopo non può però diventare vago a piacere: il campo d’attività dev’essere chiaramente riconoscibile per i terzi (art. 118 cpv. 1 ORC).

Passo 8: l’IVA – da tenere d’occhio

L’IVA arriva per ultima, ma conviene pensarci fin dall’inizio. Anche qui la soglia è di CHF 100’000 di cifra d’affari, ma con regole proprie: se già all’avvio è prevedibile che la raggiungerai nei primi dodici mesi, l’assoggettamento inizia dal primo giorno. Se ci arrivi crescendo, inizia al termine dell’esercizio in cui hai raggiunto la soglia. Dall’inizio dell’assoggettamento hai 30 giorni per iscriverti. I dettagli sono nell’articolo sull’iscrizione all’IVA.

La cifra è la stessa del registro di commercio, ma autorità e regole sono diverse: per questo conviene conoscere la tua cifra d’affari già durante l’anno, e non solo alla chiusura.

L’ordine in sintesi

PassoChe cosaPerché a questo punto
1Chiarire contratto di lavoro e autorizzazionepuò bloccare tutto il resto
2Scegliere la forma giuridicadetermina responsabilità, nome e contabilità
3Verificare il nomeprima di spendere per logo e dominio
4Dominio, logo, sito websolo con un nome verificato
5Prezzo, conto, prime fattureprova per l’AVS
6Annunciarsi all’AVScon le fatture, nei primi mesi
7Registro di commercioobbligatorio dopo un anno con CHF 100’000 di cifra d’affari, prima facoltativo
8IVAda CHF 100’000 di cifra d’affari, termine di 30 giorni

Conclusione

Nessuno di questi passi è difficile. Aprire una ditta individuale diventa costoso quando i passi si fanno nell’ordine sbagliato: un logo prima della verifica del nome, l’AVS prima del primo cliente o troppo tempo dopo, uno scopo che descrive solo il primo servizio.

E quasi ogni passo dal quinto in poi dipende da un dato che dovresti tenere sempre sotto controllo: la tua cifra d’affari. Chi registra entrate e uscite dal primo giorno vede quando il registro di commercio e l’IVA diventano rilevanti – e non solo quando un termine è già scaduto. Per una ditta individuale sotto CHF 500’000 di cifra d’affari basta la contabilità semplice; come funziona lo spiega l’articolo sulla contabilità semplificata svizzera.

Gli altri errori frequenti dell’inizio, dalla tariffa oraria alle spese di sollecito, sono raccolti nell’articolo sugli errori più frequenti all’inizio del lavoro autonomo.